Alimentare

Il rispetto dei principi musulmani attraverso la certificazione Halal

Diverse sono le certificazioni applicabili all’ambito alimentare che possono attestare le caratteristiche possedute da un alimento. Oltre alla certificazione Kosher, esposta nell’articolo “Certificazione Kosher – La garanzia di purezza in ambito alimentare”, anche la certificazione Halal viene intrapresa da sempre più aziende. Ma quali sono i precetti da rispettare per ottenerla? E quali i vantaggi?

Halal e Haram

Alla base dei requisiti dei questa certificazione sono presenti le definizioni, indicate nella “Rivelazione” (ovvero Corano e Sunna) di Halal e Haram, rispettivamente “lecito, permesso” e “illecito, vietato”. Questi due concetti sono alla base delle azioni del credente musulmano che imposta la propria vita vivendola “in nome di Dio”.

Da quanto riportato nei testi sacri, quindi, sono stati definiti dei cibi e delle bevande lecite e concordi a questa sacralità ed altri che, al contrario, non possono essere consumati.

Tra quanto considerato haram (illecito) troviamo gli animali predatori terrestri che presentino zanne e volatili con artigli, il cavallo (definizione ampia che comprende anche asino, mulo e bardotto), tutti gli animali acquatici che non abbiano la forma di un pesce e non presentino squame (ad esempio molluschi, crostacei, pesce spada) nonché tutte le bevande fermentate.

Esempi di cibi halal (leciti) sono rappresentati da tutti i vegetali che non causino danni alla salute e non siano entrati in contatto con cibi haram, uova e latte di animali halal (che vengono considerati halal purché sani, integri e nutriti in maniera salubre).

Oltre a cibi e bevande, anche alcune pratiche sono influenzate da questi precetti, ad esempio la macellazione che prende le vesti di un vero e proprio rito e che prevede una specifica tecnica di esecuzione affinché l’animale halal resti tale.

Principi per la certificazione Halal

Per l’ottenimento della certificazione Halal, i principi da seguire ed applicare riguardano:

. assenza di sostanze non conformi: tutte le materie utilizzate (materie prime, aromi, conservanti, additivi, etc.) non devono contenere alcuna sostanza esclusa dal relativo Disciplinare Food, rappresentante la regolamentazione di riferimento halal;

. scelta delle materie prime e qualifica dei fornitori: particolare attenzione dovrà essere applicata nella scelta delle materie prime che, se a base di carne, dovranno essere accompagnate da un certificato halal in corso di validità e se di origine casearia ci si dovrà accertare che il caglio sia di provenienza vegetale o microbica in quanto, se derivante da fonte animale, anche in questo caso dovrà essere presente un certificato halal valido. Tutti i fornitori scelti dovranno essere debitamente qualificati per la fornitura di prodotti/sostanze halal;

. gestione degli additivi: specifici disciplinari definiscono quali siano gli additivi permessi o meno;

. presenza di alcol: l’etanolo non è considerato un prodotto halal e non può quindi essere utilizzato come ingrediente. L’unica eccezione è rappresentata da additivi o aromi che vedono l’etanolo come residuo se utilizzato nel processo produttivo a scopo di estrazione o come veicolo. Tuttavia, anche in questo caso la sua origine non dovrà derivare da uva fermentata e la sua presenza dovrà essere inferiore allo 0,01% (peso su peso);

. microbiotici ed enzimi: che rappresentino una materia prima o che siano utilizzati nel processo produttivo devono provenire da ceppi estratti da animali halal, così come halal devono essere i “terreni di coltura” usati per la loro crescita;

. non contaminazione e separazione delle linee produttive: sostanze halal non devono entrare in contatto fisico, neanche per tempi brevi e indirettamente (es. tramite l’utilizzo di strumenti o attrezzature), con sostanze haram: per questo motivo, risulta essenziale la separazione delle linee produttive, predisponendo linee halal sia dal punto di vista dei macchinari che di tutti gli utensili a supporto e, laddove non sia possibile, attuare una adeguata pulizia e sanificazione;

. identificazione e tracciabilità: etichette e cartelli identificativi devono essere applicati in azienda a tutti gli step coinvolti nella produzione (materia prima, semilavorati, strumenti, linee, etc). Allo stesso modo, la tracciabilità deve essere garantita partendo dalla materia prima fino ad arrivare al prodotto finito (e viceversa).

Vantaggi

L’ottenimento della certificazione Halal permette di ampliare gli orizzonti aziendali anche a quei consumatori che presentano particolari necessità legate all’applicazione della religione islamica. Allo stesso modo, questa certificazione, così come la Kosher, evidenziano un elevato grado di attenzione sia sulle materie prime scelte che relativamente ai processi produttivi, attenzione premiata da un elevato numero di consumatori di varie religioni, che non per forza seguano particolari precetti relativi ad abitudini alimentari.

Infine, la presente certificazione non riguarda solo prodotti prettamente alimentari, ma può essere applicata anche in ambito cosmetico, garantendo il rispetto dei precetti religiosi anche nella sfera relativa al benessere.

Biologist & Medical Device Consultant

Korecon italia

per maggiori informazioni: