Salute e Benessere

Il fiuto della scienza

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che interessa circa una persona su dieci tra i 50 e i 79 anni. Ad oggi nessun esame o procedura di diagnostica per immagini può confermare direttamente la diagnosi. Prevenire tempestivamente i sintomi permette di agire e rallentare l’insorgenza della malattia. E se potessimo fiutarne l’odore prima che della manifestazione dei sintomi più gravi?

Il morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa caratterizzata da rigidità muscolare che si manifesta con resistenza ai movimenti passivi, un rallentamento motorio che può portare a perdita di equilibrio, tremore durante lo stato di riposo, alterazioni del comportamento e dell’umore ecc., ad oggi non esiste una cura efficace contro questa malattia, ma un’azione tempestiva può rallentare il processo degenerativo. Il problema è che molto spesso il morbo di Parkinson viene identificato quando i sintomi sono ormai evidenti, a quel punto è chiaro che è in atto una perdita a livello neuronale che risulta irreversibile.

Un nuovo dispositivo per “fiutare” la malattia

Recentemente alcuni scienziati hanno scoperto che le persone affette dal morbo di Parkinson secernono un quantitativo maggiore di sebo (la sostanza oleosa che viene prodotta da speciali ghiandole poste sulla pelle), rispetto alla media.

Un team composto da Jun Liu, Xing Chen e altri scienziati ha realizzato un particolare dispositivo chiamato E-nose per rilevare il morbo di Parkinson, basato su tecniche di spettrometria di massa a supporto di un altro sensore che rileva le onde acustiche di superficie per rilevare i composti tramite le interazioni con le onde sonore. In seguito, i dati vengono immessi in complicati algoritmi che permettono di emettere la diagnosi e attestare la presenza della malattia. Sono già stati realizzati dispositivi basati sulla rilevazione dell’odore ma spesso risultano ingombranti e difficili da usare

Lo studio

I ricercatori hanno raccolto i campioni provenienti da 31 pazienti malati e da 32 pazienti sani tamponando la pelle con una garza. Analizzando i composti volatili emessi dalla gazza utilizzando E-nose hanno trovato specificatamente tre gruppi di composti oleosi che hanno utilizzato per costruire il modello della diagnosi.

Successivamente, per testare il modello, sono stati analizzati i campioni di sebo di altri 12 pazienti malati e 12 pazienti sani, dimostrando un’accuratezza della diagnosi del 79,2%. Per risultare rappresentativo, il team deve continuare a testare il nuovo dispositivo su una campione molto più ampio, comunque i risultati sono soddisfacenti e ci permettono di sperare in un miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da questa malattia.

Beatrice Lotto

Fonti:

https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-di-cervello,-midollo-spinale-e-nervi/disturbi-del-movimento/malattia-di-parkinson-parkinson-disease,-pd

https://www.barlettaweb.com/salute-e-benessere/il-naso-elettronico-un-giorno-potrebbe-diagnosticare-il-morbo-di-parkinson-annusando-la-pelle/4987/

https://www.scienzenotizie.it/2022/02/25/salute-un-naso-elettronico-per-diagnosticare-il-parkinson-5152722

Riccardo