Alimentare

Il packaging del riso: non lasciare nulla per scontato

Una delle problematiche principali per qualunque alimento riguarda le sue modalità di imballaggio. L’obbiettivo è quello di evitare che la confezione che contiene l’alimento vada a intaccare le proprietà a tal punto da rendere il prodotto nocivo per l’essere umano. Tutto ciò è necessario al fine di garantire al consumatore un prodotto sicuro e di qualità.

Il packaging del riso: regole stringenti

Uno degli alimenti che richiede regole e procedure specifiche per il suo imballaggio è sicuramente il riso. Per quanto riguarda il packaging i produttori dovrebbero ottenere dai loro fornitori la garanzia che l’imballaggio sia conforme e privo di qualunque sostanza che possa alterare l’alimento.

Per garantire un imballaggio perfetto, tre sono gli aspetti principali da considerare:

  • il materiale, in quanto l’unico utilizzabile è quello che può entrare a contatto con gli alimenti. Più precisamente, per garantire la correttezza del materiale utilizzato è necessario che quest’ultimo abbia la Dichiarazione di Conformità per i MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti), certificazione necessaria per garantire il rispetto dei requisiti obbligatori in materia di igiene alimentare;
  • i livelli di packaging: si dividono in tre categorie:

  1. Livello Primario: si tratta di tutti i sistemi di imballaggio che contengono direttamente il prodotto, entrando dunque a stretto contatto con quest’ultimo;
  2. Livello Secondario o multiplo: tipo di imballaggio che non è mai a stretto contatto con il prodotto, ma raggruppa al suo interno più unità di vendita di un alimento. Si tratta del classico sistema di imballaggio multipack;
  3. Livello Terziario: modalità di imballaggio studiata per rendere il trasporto più semplice. È infatti il sistema di imballaggio maggiormente funzionale dal punto di vista della praticità. Caso emblematico sono i pallet;

  • il sottovuoto: quest’ultima modalità di conservazione non è indispensabile, ma fortemente consigliata per una migliore conservazione del prodotto, soprattutto laddove il packaging sia di materiale plastico. La ragione? Evitare che il prodotto entri a contatto con sostanze ossidanti e conservi la sua qualità e le sue proprietà.

Per avere certezza sulla validità del prodotto e sul rispetto di questi requisiti sarebbe opportuno per il produttore chiedere ai propri fornitori di imballaggio informazioni (meglio ancora se documentate) che garantiscano la qualità del packaging così da fornire ai consumatori prodotti conformi e ridurre la probabilità di eventuali richiami o ritiri dal mercato.

Note:

https://www.celvil.it/packaging/packaging-riso/

https://www.studioessepi.it/magazine/sicurezza-alimentare/dichiarazione-conformita-moca-cose-e-chi-deve-farla

https://www.goglio.it/imballaggio-primario-secondario-e-terziario-quali-sono-le-differenze/

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