Salute e Sicurezza sul lavoro

Il vaccino anti-covid: datore di lavoro vs privacy

Tra i vari obblighi del datore di lavoro vi è quello di garantire la salute e la sicurezza dei propri dipendenti nell’ambiente di lavoro, ancor di più in epoca Covid. Ma fin dove può spingersi questo dovere? Il datore di lavoro può avere il diritto di conoscere aspetti della vita privata del singolo lavoratore se prova che quest’ultimo possa in qualche modo ledere la salute e la sicurezza in azienda?

Datore di lavoro e dati personali

Secondo l’art. 2087 c.c. il datore di lavoro è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che […] sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

Per fare ciò il datore di lavoro, però, non può installare apparecchiature per finalità di controllo a distanza dei lavoratori (ad esempio software). L’eventuale trattamento dei dati che ne consegue è illecito, anche laddove il lavoratore ne sia a conoscenza.

In particolare, sono vietati strumenti in grado di:

  • leggere e conservare messaggi di posta elettronica:
  • riprodurre ed eventualmente memorizzare le pagine web visualizzate dal lavoratore;
  • memorizzare caratteri inseriti tramite la tastiera o analogo dispositivo;
  • analizzare computer aziendali.

Privacy e Covid-19: le risposte del Garante per la Privacy

Secondo il Comunicato stampa del 17 febbraio 2021 il Garante per la Privacy ha specificato come poter trattare i dati personali dei propri dipendenti durante tutto il contesto emergenziale anche nel corso del 2021.

Tre sono le domande a cui il Garante ha dato completa risposta:

  1. “La vaccinazione anti Covid 19 dei dipendenti può essere considerata un obbligo dei dipendenti per accedere ai luoghi di lavoro?”

La risposta del Garante non lascia alcun dubbio; secondo le misure speciali di protezione di cui all’art. 279 nell’ambito del Titolo X del D. Lgs. 81/2008 solo il medico competente può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti se, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell’idoneità alla mansione specifica. Il datore di lavoro, quindi, non potrà aver accesso a nessuna conoscenza in merito alla vaccinazione dei dipendenti, ma dovrà limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore

  1. “Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione?”

La risposta del Garante è perentoria. Il datore di lavoro non può chiedere un’informazione di tale natura, neppure previo consenso del lavoratore.

  1. “Il datore di lavoro può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati?”.

Anche in questo caso il Garante per la privacy dà una risposta negativa; anzi, addirittura, con il presente comunicato stampa specifica che solo il medico competente può infatti trattare i dati sanitari dei lavoratori e tra questi, se del caso, le informazioni relative alla vaccinazione, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in sede di verifica dell’idoneità alla mansione specifica. Il datore di lavoro può invece acquisire, in base al quadro normativo, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati.

Note:

https://www.dirittierisposte.it/Schede/Tutela-della-privacy/Diritti/

https://www.altalex.com/documents/news/2021/02/22/vaccinazioni-dipendenti-e-privacy-le-faq-del-garante

Labor Law and Labor Safety Law Consultant

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