Evoluzione della pubblicità: tradizionale vs digitale

La pubblicità tradizionale è sempre stata caratterizzata da una struttura “verticale”, cioè dall’alto verso il basso che prevedeva tramite interruzione televisiva, la diffusione del messaggio promozionale a tutti gli ascoltatori in maniera passiva.

Dall’avvento di Internet ad oggi, la massiccia diffusione di smartphone e PC ha reso la pubblicità onnipresente nella nostra quotidianità.

Per fare un esempio, Google è un motore di ricerca e deve il suo enorme successo all’invenzione del Page Rank, un algoritmo che permette di attribuire e successivamente catalogare le pagine web in modo da fornire una risposta il più possibile congrua alle ricerche delle persone, sostenendo i contenuti di qualità e penalizzando sempre più spam e contenuti duplicati.

Il vantaggio principale di questo tipo di pubblicità rispetto alla pubblicità tradizionale è evidente: Google mostra la pubblicità agli utenti che sono potenzialmente interessati a quel determinato prodotto/servizio, andando superare le criticità della pubblicità tradizionale.

Pubblicità digitale vs tradizionale

La pubblicità tradizionale è broadcast, pertanto si tratta di una comunicazione unilaterale, che lascia poco spazio alla personalizzazione e alla misurazione dei risultati effettivi.

La pubblicità tradizionale è caratterizzata dall’interruzione: stai per scoprire se la risposta del quiz è quella giusta ma…ZAC! Ecco che appare lo spot che vuole venderti l’ultimo modello di smartphone.

Al contrario, la pubblicità su internet (motori di ricerca, social network, etc..) può essere vista al momento giusto e si basa sulla profilazione degli interessi delle persone. Se si vede una determinata pubblicità è perché si è legati in qualche modo al prodotto/servizio oggetto della promozione (cookies, ricerche effettuate, etc..).

Budget pubblicitario 

La pubblicità digitale comporta alcuni vantaggi sia per gli ignari utenti, che vedranno annunci per lo più corrispondenti ai loro personali interessi, sia per gli inserzionisti.

Un piccolo budget e qualche competenza informatica sono condizione sufficiente per poter generare una campagna pubblicitaria sul web.

Centri media e concessionarie pubblicitarie possedevano, fino a qualche anno fa, il monopolio per la vendita di spazi pubblicitari ma ad oggi si registra un abbattimento delle barriere di accesso al servizio di promozione tramite canale internet.

Altro vantaggio evidente è per esempio che Google accosta automaticamente gli annunci al contenuto della pagina su cui si trovano e gli inserzionisti pagano solo quando un utente fa clic su uno dei suoi annunci.

Questa è una netta differenza tra il pagare in anticipo in base agli spazi pubblicitari che si acquistano (orario, tempistiche) e pagare solo nel caso in cui le persone clicchino sul proprio annuncio.

Fare pubblicità digitale ha un costo decisamente inferiore rispetto a quella tradizionale.

Parametri e KPI

Sul Web è molto più facile misurare le performance di una campagna pubblicitaria data proprio la natura del servizio.

Nel mondo digitale abbiamo una corrispondenza esatta tra quanto pagato dall’inserzionista e il numero di persone che sono arrivate sul sito cliccando su quell’annuncio.

Ben più difficile è dire esattamente quante sono le persone che hanno visto uno spot/affissione/inserzione e quante di queste sono potenzialmente interessate.

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