Medicina e Benessere

La salamandra che ci insegna a rigenerare i tessuti

È ormai chiaro quanto sia forte il legame che unisce la natura e la scienza moderna. Proprio dall’osservazione diretta dei fenomeni naturali, infatti, è nata l’attività di studio che l’uomo ha attuato per carpire segreti e stratagemmi da applicare a favore dell’innovazione medica e tecnologica. Una delle ultime frontiere? Le salamandre.

L’assolotto

L’assolotto o Axolotl è una salamandra autoctona dei laghi messicani. È da molti anni al vaglio dei ricercatori grazie alla sua strabiliante capacità di rigenerazione dei tessuti, che le permette, anche allo stadio adulto, di arrivare a rigenerare addirittura un arto intero oltre che organi quali i polmoni e parti del cervello.

Questa capacità è posseduta da molte specie ma solo negli stadi embrionali o molto giovanili; lo stesso essere umano, a livello embrionale, può far crescere abbozzi di arti, i topi possono rigenerare le dita e il pesce zebra può far ricrescere la coda. L’unico vertebrato, tuttavia, in grado di ricreare strutture così complesse a qualsiasi età resta la salamandra Axolotl.

Gli studi

Questa caratteristica ha da subito attirato l’attenzione delle menti scientifiche che, ormai da moltissimi anni, studiano il genoma di questi anfibi per capire qual è la condizione che permette questa impressionante rigenerazione.

Purtroppo, l’Axolotl si è rivelato un animale complesso da studiare, a causa di diversi fattori quale il suo lento sviluppo e la sua vita media di 10 – 15 anni, che rappresenta un periodo lunghissimo per le esigenze di laboratorio.

Per questo ed altri motivi è risultato estremamente complesso riuscire a sequenziarne il genoma, obiettivo raggiunto solo nel 2019.

L’applicazione sull’uomo

In generale, alla base dell’azione rigenerativa riscontrata nell’Axolotl si evidenzia una ricrescita senza cicatrizzazione, guidata da alcuni geni che sono stati individuati anche nel genoma umano, ma che si attivano in modo diverso.

Questo aspetto permetterebbe di ottenere un grosso vantaggio terapeutico in situazioni quali l’infarto o le malattie del fegato, che vedono nella cicatrizzazione di una lesione parte integrante della condizione patologica.

Proprio per il trattamento dell’infarto del miocardio, uno studio combinato tra le università di Trieste e Pisa ha messo a punto una terapia basata sull’utilizzo di un vettore virale, reso inoffensivo, per trasferire al cuore di suino una sequenza di informazioni geniche in grado di regolare l’espressione di altri geni coinvolti nella rigenerazione, stimolando le cellule cardiache ad intraprendere un’attività di ricostituzione che ha permesso di ottenere un recupero quasi totale a un mese dal momento dell’infarto.

Un’altra applicazione è rappresentata dalla riparazione del midollo spinale, come evidenziato dallo studio della Dott.ssa Karen Echeverri pubblicato sulla rivista Nature Communication Biology*; gli assolotti, infatti, sono in grado di rigenerare completamente il midollo spinale lesionato, recuperando totalmente il controllo motorio e sensoriale. I geni responsabili di questa attività riparatoria sono presenti sia nell’assolotto che nell’uomo, ma attivano due vie di guarigione diverse. Nell’uomo si attiva la via che porta alla cicatrizzazione, mentre nelle salamandre la via che permette di ottenere la rigenerazione. Dall’ottenimento della piena comprensione di questo meccanismo, i ricercatori mirano ad ottenere terapie che possano favorire il recupero motorio dopo l’insorgenza di lesioni spinali.

Lo studio di queste creature prosegue ormai da decenni e sta portando alla luce i segreti nascosti alla base delle loro portentose capacità; molte similitudini sono già state trovate con meccanismi presenti nell’uomo che, andando a potenziare, si crede possano portare all’ottenimento di grossi vantaggi per la salute umana.

Fonti: * https://www.nature.com/articles/s42003-019-0335-4

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