Politiche di Sostenibilità Aziendale: quali Sistemi di Gestione applicare

Che cosa si intende per politiche di sostenibilità in ambito aziendale? In questo articolo vorrei effettuare una panoramica su questi aspetti e individuare efficaci strumenti certificativi a sostegno di tali politiche.

Definizioni

Quando si parla di sostenibilità il primo pensiero ricade su quella ambientale, limitandola alle politiche “green” ed “eco friendly”, ma qual è la definizione di “sostenibilità”?

L’enciclopedia Treccani definisce sostenibilità “[…] condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

Il concetto di sostenibilità che nasceva con una connotazione “ecologica” oggi trova applicazione in concetti ben più ampi, la Treccani prosegue “[…] sostenibilità implica un benessere (ambientale, sociale, economico) costante e preferibilmente crescente e la prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale. Tale approccio può essere formalizzato mediante funzioni di benessere sociale, ossia relazioni tra il benessere della società e le variabili che concorrono allo stato economico e alla qualità della vita.”

Pertanto, in ambito aziendale, quando si parla di sviluppo sostenibile si deve ampliare il campo di applicazione riferendosi a tre tipi di sostenibilità da poter perseguire: ambientale, economica e sociale.

Il mercato “sostenibile”

La necessità di effettuare un piano di sostenibilità aziendale nasce, in primis, da richieste da parte del cliente, come succede spesso nel settore cosmetico, del luxury e tessile, per cui la mancanza di obiettivi di sostenibilità da raggiungere, KPI definiti e piani di sviluppo nel breve-medio termine, diventano elementi di esclusione dalla supply chain.

A ciò si deve aggiungere la diffusa attenzione e consapevolezza da parte dell’opinione pubblica e del consumatore verso queste tematiche.

A sostegno di queste tesi vorrei prendere come esempio l’analisi di mercato effettuata da PwC e presentata al 24° Fashion & Luxury Summit, che dimostra che il consumatore di “nuova generazione” (Millennials e Gen. Z)* valuta il prodotto e l’azienda produttrice anche per le politiche di benessere e sostenibilità e il 90% degli intervistati è disposto a pagare un premium price per l’acquisto di prodotti Fashion realizzati in modo etico e sostenibile**.

I principali standard Certificativi di “sostenibilità”

Premesso quanto sopra, le Aziende che vogliono mantenersi in linea con l’evoluzione del mercato dovranno definire strategie di business aziendali, i così detti Business Plan, tenendo conto degli obiettivi di sostenibilità e far ricadere gli stessi su tutta la supply chain.

Nel definire i Business Plan è necessario individuare obiettivi, KPI monitorabili, modalità di controllo continuo etc… ed è proprio in merito a queste attività che un grande supporto può essere dato dall’implementazione dei Sistemi di Gestione volontari.

Quali sono i principali standard certificativi che vengono in aiuto alle aziende su questi temi?

  • Famiglia ISO 14000 – serie di norme tecniche relative alla gestione ambientale

Quando si parla di sostenibilità lo Standard ISO 14001 è il più conosciuto e diffuso.

Le norme della famiglia ISO 14000 definiscono i requisiti ambientali a cui adempiere e offrono strumenti manageriali per individuare e tenere sotto controllo gli impatti e gli aspetti ambientali (ad esempio: emissioni in atmosfera, consumo risorse idriche, produzione energetica, gestione sostanze pericolose etc…).

Le norme permettono di definire gli obiettivi e valutare l’efficacia delle azioni attuate per il loro raggiungimento e sono applicabili a qualsiasi realtà aziendale.

  • SA8000 – Responsabilità Sociale di Impresa

Lo standard permette di garantire una spiccata consapevolezza in ambito sociale all’interno della strategia aziendale attraverso requisiti di etica, garanzia della salute e sicurezza sul lavoro, elevati standard di condotta, garanzia del pieno rispetto dei diritti fondamentali dei propri dipendenti e collaboratori e garanzia di crescita professionale e personale attraverso la ricerca e il integrazione nella comunità evitando di compromettere la società locale in cui si è inseriti e attraverso la legittimazione sociale,

Qualsiasi struttura aziendale, per settore merceologico e/o dimensione, può ottenere la Certificazione SA8000.

  • FSC – Forest Stewardship Council 

Standard definito dall’associazione FSC che ha come oggetto la certificazione per la Gestione forestale Responsabile (compresa la Catena di Custodia).

Dal sito FSC *** “Gestione forestale responsabile significa tutelare l’ambiente naturale, portare vantaggi reali a popolazioni, comunità locali, lavoratori e assicurare efficienza in termini economici.
FSC promuove in tutto il mondo una gestione delle foreste rispettosa dell’ambiente, socialmente utile ed economicamente sostenibile”.

Esistono due tipi di certificazione FSC: la certificazione di Gestione forestale, per proprietari e gestori forestali, e la certificazione di Catena di custodia, per imprese di trasformazione e/o commercio di prodotti forestali.

FSC è pertanto una certificazione di prodotto a garanzia della provenienza della materia prima (da foreste certificate) e della corretta gestione e tracciabilità in tutta la filiera (Catena di Custodia).

  • ISO 20121 – Sistema di Gestione degli eventi sostenibili

Il presente standard è applicabile a realtà che organizzano eventi: agenzie, PCO (Professional Congress Organizer), proprietari di location e fornitori di servizi come ad esempio di catering.

La norma detta i requisiti a cui l’Azienda si deve attenere per garantire che il proprio evento sia “Certificato” come sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico dalla fase di progettazione alla realizzazione.

Di seguito i principali aspetti presi in considerazione dalla norma:

  • Requisiti ambientali: uso delle risorse, scelta dei materiali, conservazione, riduzione emissioni, rispetto biodiversità etc…;
  • Requisiti sociali: tutela Salute & Sicurezza sul Lavoro, diritti civili, libertà, equità, non discriminazione etc…);
  • Requisiti economici: impatto economico diretto ed indiretto, condivisione dei profitti, ritorno degli investimenti etc…).
  • ISO 37101 – Gestione sostenibile delle comunità

I principali obiettivi del Sistema ISO 37101 sono quelli di promuovere la sostenibilità nella comunità di appartenenza, valutarne le performance, gli obiettivi di sviluppo e il rispetto delle norme cogenti.

La norma individua una definizione ampia di “comunità” indicando un “gruppo di persone con un accordo in termini di responsabilità, attività e relazioni”.

Pertanto, la norma trova applicazione a organizzazioni pubbliche o private e a scopo di lucro o non come ad esempio associazione di commercianti, consorzi, multutility, Enti pubblici (Comuni, comunità montane, enti gestori di parchi etc…)

Conclusioni

Le strategie di sostenibilità devono essere incluse nei Piani di Business delle Aziende in quanto rappresentano un vantaggio competitivo, dimostrano che l’Azienda attua politiche affidabili, con rischi contenuti e soprattutto valutati.

Solo in questo modo, le Aziende sono in grado di garantire un valore sul medio-lungo periodo.

“Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso” – Confucio-

Fonti

*Millennials classe 1980-1994 – Gen.Z classe 1995-2000

**https://summit.pambianconews.com/wp-content/uploads/2018/11/Slide-Pambianco-14.11.18_Erika_Andreetta-PwC.pdf

***https://it.fsc.org/it-it

Corporate & Legal Affairs Manager

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