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231 – nuovi reati [maggior attenzione alla contabilità, finanze e tributi]

Tralasciando, per il momento, le possibili implicazioni a livello giuridico (rischio di bis-in-idem) di cui parleremo in seguito, oggi mi voglio soffermare sulle conseguenze pratiche che ricadono sul Modello Organizzativo, di Gestione e Controllo.

L’aspetto rilevante è che, diversamente da molte altre fattispecie di reato, annoverate dal D.Lgs. 231/01, le aree a rischio sono individuate nella corretta tenuta della documentazione contabile e delle dichiarazioni tributarie, pertanto i reati sono universalmente applicabili nell’ambito dell’attività di impresa, dalla piccola società di persone alla multinazionale, senza esclusione alcuna.

Di seguito, per dare un quadro di insieme, vengono riportate le fattispecie di reati inseriti dall’ Art. 25 – quinquesdecies, D.Lgs. n. 231/2001 [articolo aggiunto dalla L. n. 157/2019]:

  • dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti;
  • dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici;
  • emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti;
  • occultamento o distruzione di documenti contabili;
  • sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

Quali azioni deve implementare un’Organizzazione per uniformarsi agli aggiornamenti normativi?

Per gli addetti ai lavori, la priorità è garantire alle Aziende il giusto supporto soprattutto nelle attività di aggiornamento e revisione del modello.

Di seguito riporto alcuni steps da mettere in atto.

La prima attività che l’Azienda deve intraprendere è, sicuramente, l’adozione di un sistema amministrativo/contabile adeguato supportato da un sistema gestionale funzionale. Da precisare, inoltre, come non sia sufficiente ad eliminare il rischio l’aver designato un professionista esterno (es. studio di commercialisti) che svolga tali attività. Infatti, al fine di adempiere alle prescrizioni normative, l’Organizzazione deve predisporre adeguate cautele organizzative al fine di monitorare la costante professionalità e correttezza dell’incaricato.

In secondo luogo, risulta necessario verificare attentamente le procedure di gestione dei rapporti con i fornitori, con particolare riguardo al processo di selezione e adeguata identificazione della controparte.

Il Modello di Organizzazione e Controllo deve garantire e prevedere:

  1. una chiara attribuzione di ruoli e responsabilità in relazione ai rischi fiscali;
  2. efficaci procedure di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi fiscali;
  3. efficaci procedure per attuare azioni correttive necessarie per colmare il “gap” normativo riscontrato.

Corporate & Legal Affairs Manager

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